Da almeno vent’anni a Chieri ci lamentiamo del traffico. Ogni modifica della circolazione è additata come quella che ha fatto collassare il sistema, ma ci dimentichiamo di un po’ di cose che invece sarebbe bene ricordare.

Sempre più auto, ma le strade in città sono rimaste le stesse
Tempo fa, Il Post, quotidiano online, ha scritto del traffico sulle strade italiane e degli argomenti che le persone ripetono spesso in proposito. Il tempo che molti di noi passano ogni giorno nel traffico ci fa innervosire e ci spinge a pensare quanto sarebbe facile migliorare la situazione. “Se si allargassero le strade”, “se non ci fosse quella pista ciclabile (o quel marciapiede) che nessuno usa”, “se ci fossero più mezzi pubblici”, “se il semaforo verde durasse di più”, “se non ci fossero quei dossi”, “se ci fossero più parcheggi gratuiti”, sono le cose che si sentono dire più spesso da automobilisti frustrati o politici in cerca di pubblicità e facile consenso.
Chieri non fa eccezione. Infatti, sono almeno vent’anni che gli automobilisti chieresi si lamentano del traffico congestionato. Ovviamente nelle ore di punta, che poi sono i momenti della giornata in cui si muove la maggior parte della gente.
Gli esperti di trasporti dicono che nella maggior parte dei casi queste convinzioni non stanno in piedi.
Più strade e più larghe, oppure meno auto?
Una convinzione diffusa è che, se si costruissero nuove strade, il traffico diminuirebbe sulle altre. In realtà gli studi dimostrano che costruire più strade spesso porta solo ad avere più strade trafficate. Bisognerebbe costruire molte molte più strade, in modo da poter assorbire anche il traffico indotto dagli ampliamenti.

Auto sempre più grandi
Inoltre, non si tiene conto che nelle nostre città non ci sono gli spazi per allargare le strade esistenti o per costruirne di nuove (non ci sono nemmeno gli spazi per fare marciapiedi abbastanza larghi e piste ciclabili). Bisognerebbe rivoluzionare la città, demolire alcuni edifici e togliere la sosta su strada, che occupa molto spazio (per il 90 per cento del tempo in media le auto stanno ferme) e diminuisce la sicurezza stradale.
Le strade sono sempre quelle da decenni, ma nel frattempo le auto sono aumentate moltissimo di numero – secondo l’ACI, in Italia erano 15,3 milioni nel 1975, sono 41,3 milioni oggi – e sono cresciute di dimensioni – una volta bastavano parcheggi di 4,50 x 2,00 m, mentre oggi si devono fare di 5,00 x 2,50 m
Se la situazione è questa, l’unico modo per migliorare la circolazione è ridurre il traffico, specie nelle aree più critiche. Ed è la cosa a cui punta il Piano Generale del Traffico Urbano, cercando di spingere le persone a andare a piedi e in bici quando è conveniente.
Più trasporto pubblico, meno auto

I bus in mezzo al traffico non sono comnpetitivi
Per diminuire il traffico ci vorrebbero trasporti pubblici più efficienti e sviluppati. Certo, ma quale livello di servizio convincerebbe le persone a usare il trasporto pubblico e non l’auto privata? L’esperienza dimostra che per un trasporto pubblico più attrattivo e veloce, non servono solo più soldi per aumentare le linee e la frequenza, ma bisogna anche ridurre le auto sulle strade, perché i bus imbottigliati nel traffico non possono dare un buon servizio. Nelle città italiane circolano troppe auto – a Roma 626 ogni 1000 abitanti, a Berlino appena 338 – e c’è troppa sosta su strada. È un circolo vizioso: più alta è la congestione, più il TPL su gomma è lento e inaffidabile, meno persone ne fanno uso e scelgono un autoveicolo privato.
Tra l’altro, gli studi dimostrano che basta togliere poche auto da una strada per otten ere benefici notevoli sul traffico, perché si scende sotto il punto di congestione della strada.
Marciapiedi e ciclabili che nessuno usa

Per fare un marciapiede a volte è necessario ridurre la carreggiata
Molti automobilisti, quando vedono che la strada che percorrono tutti i giorni viene ridotta in larghezza per fare spazio a un marciapiede o a una corsia ciclabile, lamentano che così il traffico automobilistico si congestiona e che, tanto, marciapiedi e ciclabili sono poco utilizzati.
Intanto, se si riduce la larghezza di una strada, si riduce la velocità di punta e la circolazione è più ordinata e regolare (meno accelerazioni e frenate brusche). Inoltre, in una rete stradale come quella di Chieri, per fare un marciapiede decente, è per forza necessario ridurre la strada e magari fare un senso unico. Una volta, nelle strade di Chieri i marciapiedi non servivano, perché passavano pochissime auto.
Quanto all’uso di marciapiedi e ciclabili, è vero che ci sono periodi in cui magari non passa nessuno o poche persone. Ma questo vale anche per molte strade, dove a volte non passa nessuno o pochissime auto. Quindi diciamo che quelle strade non servono e vanno eliminate?