Un’occasione mancata per ripensare lo spazio pubblico

Come associazioneFIAB guardiamo con particolare attenzione agli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici, perché il modo in cui una piazza viene progettata contribuisce a determinare il modo in cui le persone si muovono e vivono la città.

Il rifacimento di Piazza Martiri della Libertà a Santena rappresentava un’importante occasione per ripensare uno degli spazi centrali della città, mettendo al centro la sicurezza, la qualità urbana e la vivibilità della piazza.

Il risultato, invece, lascia aperte diverse perplessità, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione degli spazi, la mobilità e la presenza del verde.

Troppo spazio alla circolazione automobilistica

Uno degli elementi che colpisce maggiormente è la notevole larghezza delle carreggiate. In una piazza urbana riteniamo importante evitare superfici carrabili sovradimensionate rispetto alle effettive esigenze, perché lo spazio stradale non è neutro: carreggiate ampie possono favorire velocità maggiori e sottrarre spazio ad altre funzioni.

Particolarmente significativa è la situazione sul fondo della piazza, in Via Vittorio Veneto, dove troviamo due corsie per senso di marcia. La corsia sul lato della piazza appare particolarmente ampia e nostro modo di vedere ingiustificabile (nessuna esigenza per il transito e manovra dei mezzi pesanti) e persino dannosa per lo spazio sottratto e l’ampiamento della carreggiata.

Proprio in quel punto è inoltre presente la Scuola Primaria Cavour. La vicinanza a un luogo frequentato quotidianamente da bambini e ragazzi avrebbe dovuto spingere il progettista a realizzare spazi adatti ai bambini anziché alle auto.

Attraversamenti e marciapiedi: la sicurezza prima di tutto

Sempre in corrispondenza della scuola, il marciapiede esistente non sembra essere stato significativamente ripensato nelle sue dimensioni e nella sua configurazione.

L’attraversamento centrale, inoltre, si sviluppa per una lunghezza di almeno otto metri (somma della larghezza delle 2 corsie citate in precedenza) ed è realizzato a raso, quindi è doppiamente pericoloso per bambini e anziani.

In prossimità delle scuole sarebbe auspicabile adottare soluzioni che rendano gli attraversamenti più brevi, visibili e protetti, riducendo per quanto possibile lo spazio che pedoni e bambini devono condividere con il traffico automobilistico.

Una piazza che non comunica chiaramente le proprie funzioni

Un altro elemento che ci sembra meritevole di attenzione è la separazione degli spazi.

In diversi punti della piazza non appare immediatamente chiaro quale sia la funzione dello spazio: dove è consentito circolare? Dove è possibile parcheggiare? Quali sono le aree pedonali? Dove termina la carreggiata?

Questa sensazione è evidente avvicinandosi alla Chiesa Parrocchiale. Nella zona esterna al recinto delle fontane sono presenti ampi spazi non identificabili che possono creare confusione negli automobilisti in primis, ma anche nei pedoni che non dispongono di spazi di transito sicuro.

Parcheggi: perché non adottare fin da subito soluzioni durevoli?

Anche la zona destinata alla sosta presenta alcune criticità.

Il parcheggio è stato realizzato utilizzando autobloccanti di diverse forme e tonalità di grigio, una scelta che rende poco immediata l’individuazione dei singoli stalli.

Per delimitarli è quindi necessario ricorrere alla segnaletica orizzontale. Il problema è che la vernice applicata su questo tipo di pavimentazione tende in breve tempo a deteriorarsi, trasformando le linee che dovrebbero definire i parcheggi in segni poco leggibili e macchie sulla superficie.

Una progettazione orientata alla qualità dello spazio pubblico potrebbe invece utilizzare materiali, colori e geometrie per rendere immediatamente riconoscibili gli spazi destinati alla sosta, riducendo la dipendenza dalla segnaletica orizzontale.

Conclusioni

Come FIAB siamo consapevoli delle difficoltà che si trova ad affrontare l’amministrazione nella realizzazione di progetti di tale complessità, ma riteniamo al tempo stesso che sia terminato il tempo in cui si poteva derogare a questioni ormai considerate vitali per la progettazione urbana.

Per chi volesse approfondire lo sviluppo e la realizzazione del progetto riportiamo uno dei tanti articoli pubblicati dalla testata Rosso Santena, che ringraziamo per il lavoro meticoloso e costante portato avanti.

Riportiamo infine alcune immagini che permettono di farsi un’idea del progetto, del risultato finale e di come si riprogettano nel resto d’Europa spazi di questo tipo.

Paris